Ripulire gli scarichi inquinanti grazie alle lenticchie d’acqua è la nuova frontiera per l’economia sostenibile

Ripulire gli scarichi inquinanti grazie alle lenticchie d’acqua è la nuova frontiera per l’economia sostenibile

La Fitodepurazione, cioè l’uso delle piante per rimuovere dalle acque di scarico i cosiddetti Nutrienti, funziona trasformando questi inquinanti in biomassa ricca di sostanze potenzialmente utilizzabili in ambito industriale.

Per questo motivo la ricerca in questo settore è rivolta alla individuazione di nuove piante contenenti polimeri d’interesse industriale che abbiano al contempo un’ elevata capacità di assorbimento di minerali in presenza di elevati carichi organici. Tra le piante acquatiche con queste caratteristiche, si trova la lenticchia d’acqua (o Duckweed), diffusa in un ampia varietà di zone geografiche e appartenente alla famiglia delle Lemnaceae, con 5 generi e 37 specie.

In sintesi si può affermare che le Lemnaceae sono piante con una elevata capacità di sopravvivenza, ampi livelli di tolleranza allo stress e di requisiti ottimali per temperatura, pH, conducibilità, concentrazioni di azoto e concentrazioni di fosforo permettendogli di moltiplicare la loro struttura in soli tre giorni.

Ad esempio, come potrebbero aiutare le lenticchie d’acqua i moderni impianti di trattamento degli inquinanti?

In questi anni stiamo assistendo ad una significativa diffusione di impianti di digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti e da questo processo si ottiene, oltre al biogas, un prodotto di risulta chiamato Digestato. Esso è un residuo ad alto contenuto di umidità e di elementi fertilizzanti che solitamente subisce un processo di separazione dal quale si ottiene una frazione solida e una liquida.

La frazione liquida, pur avendo interessanti caratteristiche fertilizzanti, per legge non può essere utilizzata direttamente sui terreni agricoli in quanto ottenuta da rifiuti organici, ma risulta ideale per le lenticchie d’acqua che la scompongono estraendone Azoto e Fosforo. Quest’ultimi vengono accumulati nelle lenticchie per produrre Biomassa ricca di sostanze ad alto valore aggiunto grazie all’elevato contenuto in amido il quale potrebbe essere una materia prima a basso costo per utilizzi industriali (esempio Etanolo o bioplastiche).

 

 

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