Il Rifrattometro di Processo: come funziona?

Il Rifrattometro di Processo: come funziona?

Il Rifrattometro di Processo come funziona? Il Rifrattometro di Processo è un analizzatore per fase liquida in grado di calcolare in modo diretto la variazione dell’Indice di Rifrazione a seconda della quantità di soluto sciolto in un solvente cioè della sua Concentrazione. La concentrazione può essere chiamata indifferentemente Plato, Brix, Densità…a seconda del segmento industriale applicativo. L’analisi della concentrazione in fase liquida per via Rifrattometrica grazie alla rivoluzione K-PATENTS ha raggiunto livelli di qualità e affidabilità che erano sconosciuti al mercato italiano. La totale assenza di parti in movimento, la riferibilità agli standard di laboratorio, la mancanza di deriva grazie alla misura digitale, la varietà delle soluzioni per tutti i tipi di processo o OEM….hanno decretato il successo di questo analizzatore in linea. In particolare i rifrattometri di processo K-Patents sono estremamente precisi fino allo 0.1% in peso, nel range 0 ÷ 100 Brix e soprattutto non sono mai influenzabili da particolato, bolle o variazione di colore.

Il Rifrattometro di Processo come funziona?Questo principio di misura ottico si basa sul popolare fenomeno osservato quando immergiamo una matita o una cannuccia in un bicchiere con acqua o un remo nel mare: sembrano piegati. Dagli studi di Snell già nel 1621 si era capito che un fascio di raggi di luce che attraversava un fluido (tipo aria) con diverse angolazioni presentava una parte di raggi riflessi dall’interfaccia fra i due fluidi indietro verso il primo, una quota di raggi rifratti cioè che si perdono all’interno del secondo fluido (tipo acqua) con angolazioni diverse. Quella particolare angolazione di arrivo del raggio di luce per la quale il raggio rifratto è tangente l’interfaccia è definita dall’Angolo Critico di incidenza. Pertanto l’ Indice di Rifrazione di un materiale è un parametro nd che rappresenta il fattore numerico per cui la velocità di propagazione di una radiazione elettromagnetica, come la luce, viene rallentata e pertanto ai nostri occhi fa apparire piegata la matita. Fu Ernst Karl Abbe eminente Fisico e Professore di Fisica presso l’Università di Jena ad inventare il primo rifrattometro e pubblicarne il funzionamento nel 1873: nel disegno dell’epoca si nota ancora un tubicino che porta acqua a temperatura costante per termostatare il campione in quanto già allora Abbe aveva capito che la temperatura del campione giocava un ruolo fondamentale in questo tipo di analisi.

Il Rifrattometro di Processo come funziona?Oggi nel Rifrattometro digitale variando la concentrazione dei sali l’indice di rifrazione cambia e soprattutto cambia l’angolo critico (raggio rosso). Di questo raggio critico ne viene letta la posizione su un sensore CCD, costruendo una immagine ottica.

Il Rifrattometro di Processo come funziona?

La linea di confine tra area scura ed area chiara non è matematicamente null’altro che il punto preciso dove avviene il cambio di concavità della curva, detto cuspide. Calcolare la posizione della cuspide significa calcolare l’Indice di Rifrazione nd.

Il Rifrattometro di Processo come funziona?

I vantaggi di questo sistema di misura sono enormi e immediatamente fruibili dal Cliente:

nessuna interferenza dal colore del processo in quanto non influisce fisicamente nd

nessuna interferenza con la presenza eventuale di particolato o bolle, perché esso non fa cambiare l’angolo critico, funzione solo della concentrazione e indice di rifrazione: i raggi che rimbalzano sulle bolle o corpuscoli finiscono indifferentemente sulle aree scure e chiare ma non cambiano la posizione della linea di confine tra zona chiara e scura.

Ora alla domanda Il Rifrattometro di Processo come funziona? sapete rispondere!

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