Come funziona un Misuratore di Polvere o Polverimetro? E il Polverostato?

Come funziona un Misuratore di Polvere o Polverimetro? E il Polverostato?

Come funziona un Misuratore di Polvere o Polverimetro? E il Polverostato? A questa domanda ci sono diverse risposte da parte di diversi vendors ma è importante per noi far capire al Cliente o al semplice curioso le reali leggi fisiche dietro questi principi di misura per distinguere tra marketing e strumentazione da campo. Ed al solito lo faremo solo per i nostri analizzatori, lasciamo ai nostri concorrenti l’onere di spiegare le differenze tecniche reali con i nostri.

In origine i polverimetri funzionavano secondo l’effetto triboelettrico (dal greco tribos, strofinio): un fenomeno elettrico che comporta il trasferimento di cariche elettriche e quindi la generazione di una Tensione Elettrica quando due materiali diversi (di cui uno isolante) vengono strofinati fra loro. E’ sempre possibile stilare una classifica dei materiali a partire da quelli con la massima carica positiva (ad esempio la pelle delle nostre mani) fino a quelli con massima carica negativa (esempio rivestimenti in teflon) passando per vetro > carta > acciaio…. Nella realtà l’effetto triboelettrico avviene anche per semplice contatto o anche vicinanza fra i due materiali: la classica “scossa” che si avverte nelle giornate secche quando ci si avvicina all’auto, ma non tanto a causa della scocca metallica ( di per sè sarebbe un buon conduttore), quanto alla vernice sulla medesima.

Pertanto un qualsiasi misuratore di polvere o polverimetro in commercio basato su una sonda che protrude all’interno del tubo, camino o serbatoio è sempre ad effetto triboelettrico…nessuno tipo escluso, non lo dice TECNOVA HT, lo dice la Fisica!

La differenza con i vecchi e malfamati triboelettrici è che funzionavano in corrente continua e quindi non solo serviva il vero e proprio contatto tra la polvere e la sonda ma la misura era gravemente influenzata dalla temperatura e dalla portata fluente, e quindi poco ripetibile.

Invece qualsiasi analizzatore di polvere, misuratore di polvere o polverimetro oppure un polverostato proposto da TECNOVA HT è invece basato sulla Corrente Alternata a principio ElettroInduttivo: non solo le particelle che toccano la sonda danno un segnale ma anche e soprattutto quelle che passano vicino all’asta.

Ma com’è il raw signal ( tempo vs tensione ) da questa tipologia di strumenti? Un ammasso di frequenze e disturbi. Grazie alla Trasformata di Fourier si passa dal range spettrale del tempo a quello della frequenza e quindi tutti i segnali sono letti e separabili in frequenza. La polvere genera un picco riconoscibile ad una certa frequenza e riapplicando Fourier solo sulle frequenze interessanti si ritorna allo spettro temporale ripulito dal “rumore di fondo” e quindi solo alla concentrazione della polvere fluente.

Le differenze del principio di misura ElettroInduttivo rispetto al Triboelettrico originale sono veramente importanti:

  • Una sensibilità veramente incredibile, la rilevazione della polvere arriva fino a 0.01 mg/m3
  • Siccome non serve più il contatto particelle/asta ci sono meno problemi di sporcamento sulla sonda
  • Il segnale in uscita non presenta interferenze di fondo
  • Eventuali variazioni di velocità non hanno più gli effetti disastrosi di prima

 Vediamo ora in questo filmato 3-D la tecnologia ElettroInduttiva impiegata da Sintrol in tutte le applicazioni di processo, OEM, emissioni…

 

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