La nuova serie di analizzatori basati sulla fluorescenza spettrofotometrica di Inov8 è stata progettata per applicazioni industriali estremamente critiche, dove la misura di tracce di idrocarburi in acqua (anche a livello di ppm) non può tollerare errori, né in termini di accuratezza né di ripetibilità nel tempo.
L’obiettivo principale di questi strumenti è garantire una misura stabile e affidabile anche in condizioni di processo variabili, dove la composizione chimica del fluido può cambiare frequentemente.
Abbiamo definito il principio come fluorescenza spettrofotometrica perché i sistemi Inov8 non si limitano a una semplice misura puntuale, ma eseguono una vera e propria analisi spettrale completa del segnale ottico generato dagli idrocarburi.
I benefici principali di questa tecnologia sono:
- riduzione delle interferenze chimiche presenti nella maggior parte dei casi reali
- selezione automatica della curva di calibrazione più adatta alla miscela di idrocarburi
- controllo continuo della qualità della misura anche dopo il commissioning, con condizioni di processo variabili
Questo approccio rende la fluorescenza spettrofotometrica uno dei metodi più avanzati per l’analisi in continuo di olio in acqua in ambito industriale.
Fluorescenza spettrofotometrica e principio fisico di misura
La base della tecnologia di fluorescenza spettrofotometrica è il comportamento delle molecole di idrocarburi quando vengono eccitate da una sorgente luminosa. Gli idrocarburi sono tipicamente miscele complesse di molecole contenenti legami C-H, alcune delle quali hanno la capacità di emettere luce quando passano da uno stato energetico eccitato a uno stato più stabile.
Il principio di misura funziona nel seguente modo:
- una sorgente luminosa viene immessa nel flusso di acqua
- le molecole di idrocarburi assorbono energia e si eccitano
- le molecole rilasciano energia tornando allo stato iniziale
- questa energia viene emessa sotto forma di luce fluorescente
La fluorescenza spettrofotometrica si basa quindi sull’analisi non solo dell’intensità della luce emessa, ma anche della sua distribuzione spettrale.
Fasi del processo di misura
Il processo può essere riassunto in questi passaggi fondamentali:
- eccitazione delle molecole tramite luce a lunghezza d’onda definita
- transizione a uno stato energetico superiore
- emissione di fluorescenza in pochi nanosecondi
- rilevazione dello spettro emesso tra diverse lunghezze d’onda

Nel caso specifico, i sistemi Inov8 utilizzano una lunghezza d’onda di eccitazione di circa 405 nm, mentre la fluorescenza viene raccolta tipicamente tra 500 e 650 nm. Questa configurazione è particolarmente efficace per la rilevazione dei PAH (Polycyclic Aromatic Hydrocarbons), come il naftalene.

La fluorescenza spettrofotometrica consente inoltre di correlare, in molte condizioni, l’intensità del segnale alla concentrazione di olio in acqua, garantendo così una misura quantitativa affidabile.
Analisi spettrale, interferenze e adattamento dinamico
Uno dei principali vantaggi della fluorescenza spettrofotometrica è la capacità di analizzare l’intero spettro emesso, e non una singola lunghezza d’onda. Questo consente di ottenere un “profilo chimico” più completo dell’inquinante idrocarburico presente nel campione.
Lo spettro di riferimento viene acquisito durante la fase di calibrazione e memorizzato nello strumento. Successivamente, durante il funzionamento, viene confrontato in tempo reale con il segnale misurato.
In presenza di condizioni ideali, la corrispondenza tra spettro teorico e reale è elevata. Tuttavia, nei processi industriali reali possono verificarsi interferenze chimiche che alterano il segnale.
Gestione delle interferenzE
Quando la misura viene disturbata, il sistema basato su fluorescenza spettrofotometrica può reagire in due modi principali:
- selezione automatica di una diversa lunghezza d’onda meno soggetta a interferenze
- applicazione di un offset correttivo per compensare la fluorescenza di fondo
In entrambi i casi, la fluorescenza spettrofotometrica permette di mantenere una misura coerente anche in presenza di variazioni significative della matrice chimica.
Adattamento della calibrazione
Un altro aspetto fondamentale è la capacità di adattamento dinamico:
- selezione automatica della curva di calibrazione più adatta
- possibilità di input esterno per definire la fase di processo
- generazione di allarmi in caso di condizioni anomale
Questo è particolarmente importante in applicazioni come:
- pozzi petroliferi in evoluzione
- processi con diverse frazioni idrocarburiche
- sistemi con composizione chimica variabile nel tempo
La fluorescenza spettrofotometrica consente quindi una gestione avanzata della variabilità del processo senza perdita di accuratezza.
Limiti, tecnologia laser e autopulizia
Nonostante l’elevata complessità della misura basata su fluorescenza spettrofotometrica, esiste un elemento critico comune a tutti i sistemi analitici: la stabilità della sorgente luminosa.
Nei sistemi tradizionali, l’invecchiamento della sorgente può causare:
- instabilità del segnale
- deriva della misura nel tempo
- necessità di ricalibrazioni frequenti
Soluzione LIF (Laser Induced Fluorescence)
Per risolvere questo problema, la tecnologia LIF applicata alla fluorescenza spettrofotometrica utilizza una sorgente laser altamente stabile. Questo consente:
- emissione luminosa costante nel tempo
- riduzione della deriva strumentale
- minore necessità di manutenzione on-site
- maggiore affidabilità in installazioni remote o offshore
Autopulizia ultrasonica RapidWave®
Un ulteriore elemento innovativo integrato nel sistema è la tecnologia di autopulizia ultrasonica RapidWave®.
Questa tecnologia permette di mantenere pulita la finestra ottica del sensore, evitando l’accumulo di contaminanti che potrebbero alterare la misura basata su fluorescenza spettrofotometrica.
Caratteristiche principali:
- attivazione ultrasonica in cicli brevissimi (millisecondi)
- elevata frequenza di pulizia rispetto ai sistemi tradizionali
- riduzione del rischio di erosione dell’ottica
- mantenimento della trasparenza del sistema nel tempo
Il principio è semplice ma efficace: pulire frequentemente per pochissimo tempo è più efficiente e meno dannoso rispetto a pulizie prolungate.
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