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Depurazione acque reflue: cosa dice la legge e cosa si rischia?

Depurazione acque reflue: cosa dice la legge e cosa si rischia?

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quali sono le normative da rispettare sullA DEPURAZIONE DELLE acque reflue?

La gestione della depurazione acque reflue (ovvero: “le acque di scarico provenienti da insediamenti civili, attività industriali o produttive e da qualsiasi attività che comporti l’alterazione delle caratteristiche naturali delle acque, convogliate tramite un sistema stabile di collettamento verso un corpo recettore”) è un obbligo normativo centrale per impianti civili e industriali.

In Italia il quadro è chiaro: esistono regole precise su autorizzazioni, limiti di emissione, controlli e sanzioni. Ignorarle espone a conseguenze economiche e penali rilevanti.

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QUALI SONO LE NORMATIVE SULLA DEPURAZIONE ACQUE REFLUE?

Il riferimento normativo principale per la depurazione acque reflue è il decreto legislativo 152/2006 – Testo Unico Ambientale, in particolare la parte terza, che disciplina:

  • classificazione delle acque reflue (domestiche, industriali, urbane);
  • obbligo di autorizzazione allo scarico;
  • valori limite di emissione (allegato 5);
  • responsabilità del gestore dell’impianto; controlli, autocontrolli e tracciabilità dei dati.

Il decreto recepisce e aggiorna la normativa europea sulla depurazione acque reflue e viene periodicamente integrato, ad esempio con Legge europea 2017. Le Regioni possono imporre limiti più restrittivi, ma il quadro sanzionatorio resta nazionale.

normative complete depurazione acque reflue

COSA si rischia SE NON si rispettano LE NORMative sulla depurazione acque reflue?

Il Testo Unico Ambientale distingue tra illeciti amministrativi e reati penali.

Sanzioni amministrative (articolo 133)

  • superamento dei limiti di emissione: 3.000 – 30.000 € (in aree protette o di salvaguardia: ≥ 20.000 €)
  • scarichi domestici/fognari senza autorizzazione: 6.000 – 60.000 €
  • violazione delle prescrizioni autorizzative: 1.500 – 15.000 €

L’art. 133 si applica esclusivamente alle violazioni che non producono un danno ambientale rilevante e non comportano un rischio per risorse idriche sensibili; qualora la condotta assuma carattere offensivo in modo significativo, trova applicazione l’art. 137, con conseguenze di natura penale.

Sanzioni penali (articolo 137)

  • scarico industriale senza autorizzazione: arresto fino a 2 anni e ammenda
  • presenza di sostanze pericolose: pene fino a 3 anni di arresto e ammende fino a 120.000 €
  • ostacolo ai controlli o violazione dei divieti assoluti: reato penale

In sintesi, la mancanza di controllo porta rapidamente dal rischio economico al rischio penale, con responsabilità diretta del gestore o del legale rappresentante.

COME FACCIO A MISURARE LE ACQUE REFLUE?

Il rispetto delle normative sulla depurazione acque reflue imposta dal decreto legislativo 152/2006 passa dalla misurazione affidabile e continua dei parametri chiave.

Tra i più utilizzati segnaliamo:

  • TOC (Carbonio Organico Totale) – indicatore globale del carico organico;
  • COD e BOD (solamente quando richiesti);
  • solidi sospesi, nutrienti, sostanze specifiche;
  • portata e volume dello scarico

La normativa richiede che i dati siano rappresentativi, tracciabili e disponibili in caso di controllo da parte dell’autorità.

Per questo, nei contesti industriali e regolamentati, la misura in linea e in continuo è oggi la soluzione più solida rispetto a campionamenti sporadici.

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  • funzionamento in linea, senza reagenti aggressivi;
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  • riduzione del rischio di superamenti improvvisi e sanzioni.

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