Nel monitoraggio in continuo di liquidi industriali, un colorimetro di processo rappresenta uno degli strumenti più affidabili per controllare in tempo reale la qualità e la coerenza del colore di un fluido. Tra i modelli più avanzati in ambito industriale troviamo l’AF16-F e l’AF26 di Optek, due sensori ottici pensati per l’installazione diretta in linea, capaci di rilevare anche le variazioni cromatiche più sottili senza bisogno di campionamento manuale.
In questo articolo vediamo come funzionano questi due strumenti, quali sono le loro differenze tecniche e in quali settori vengono normalmente impiegati.

Cos’è un colorimetro di processo e come funziona?
Un colorimetro di processo misura l’assorbanza della luce che attraversa un fluido, seguendo un processo composto da pochi passaggi fondamentali:
- emissione della luce: una lampada al tungsteno genera un fascio luminoso costante.
- attraversamento del fluido: il fascio viene fatto passare attraverso il liquido di processo grazie a una finestra ottica (in genere in zaffiro o Pyrex).
- ricezione e misura: l’intensità della luce che raggiunge il ricevitore, un fotodiodo di silicio incapsulato, cambia in funzione della quantità di sostanze disciolte o disperse nel fluido.
- quantificazione: questa variazione di intensità viene tradotta in un valore preciso di colore e torbidità.
Il corpo sensore in acciaio inossidabile di un colorimetro di processo Optek, con modulo ottico e modulo lampada visibili lateralmente.
Questi sensori lavorano tipicamente in un range di lunghezze d’onda che va dal visibile (385-780 nm) fino al vicino infrarosso, coprendo scale colorimetriche standard come Hazen, APHA, ASTM, EBC, Gardner e Saybolt.
AF16-F e AF26: quali sono le differenze principali tra i due colorimetri?
La differenza sostanziale tra i due modelli riguarda il numero di canali di misura:
- AF16-F: dispone di un solo fotodiodo ricevitore e misura una singola lunghezza d’onda alla volta (tra 385 e 1000 nm, in base al filtro scelto).
- AF26: integra un divisore del fascio e due fotodiodi ricevitori, permettendo di misurare due lunghezze d’onda contemporaneamente.
Questa doppia misurazione, se abbinata a un convertitore Optek Control 4000 o 8000, consente di compensare automaticamente la torbidità di fondo e le eventuali variazioni dell’intensità della lampada nel tempo, garantendo una precisione e una stabilità di lettura superiori rispetto al modello monocanale.

DOVE SI POSSONO INSTALLARE?
Grazie alla costruzione modulare e ai materiali resistenti (acciaio inox, titanio, Hastelloy), questi sensori possono essere installati direttamente in linea su tubazioni di processo, anche in ambienti industriali gravosi, con diametri nominali da 1/8″ fino a 6″. Le connessioni di processo disponibili includono flange, clamp, filettature e attacchi sanitari, rendendo questo colorimetro di processo adattabile a impianti chimici, alimentari e farmaceutici.

quali sono Le lunghezze d’onda di misurazione impiegate?
Un aspetto tecnico spesso trascurato riguarda le lunghezze d’onda effettivamente utilizzate dai due sensori. Come mostra il grafico seguente, l’AF16-F lavora su singole lunghezze d’onda selezionabili (385, 400, 430, 525, 750, 1000 nm), mentre l’AF26 dispone di numerose combinazioni bicanale, che spaziano dal visibile fino al vicino infrarosso — quest’ultimo non percepibile dall’occhio umano ma perfettamente rilevabile dai fotodiodi del sensore.

Il convertitore optek Control 4000 e 8000
Entrambi i sensori possono essere collegati ai convertitori Optek Control 4000 o Optek Control 8000, che gestiscono la visualizzazione dei dati in tempo reale, la compensazione dei segnali (nel caso dell’AF26) e l’interfaccia con i sistemi di controllo dell’impianto. Il display permette di monitorare simultaneamente più parametri, come colore in unità Hazen, conduttività e temperatura del processo.

un esempio applicativo: la salvaguardia dell’ambiente
Il controllo continuo del colore non serve solo a garantire la qualità del prodotto finito: in molti impianti di trattamento acque e scarichi industriali, un cambiamento improvviso di colore può segnalare una contaminazione o un malfunzionamento del processo (che può portare a pesanti sanzioni dalle autorità), permettendo un intervento tempestivo prima che il problema raggiunga l’ambiente esterno.

QUINDI QUALE SCEGLIERE?
L’AF16-F e l’AF26 rappresentano due soluzioni complementari per il monitoraggio colorimetrico in linea:
- il primo ideale per applicazioni semplici a canale singolo
- il secondo pensato per chi ha bisogno della massima precisione grazie alla compensazione bicanale
La scelta tra i due dipende dalle esigenze specifiche del processo, dalla stabilità richiesta e dal grado di interferenza di fondo presente nel fluido monitorato. Entrambi i modelli di colorimetro di processo Optek, AF16-F e AF26, sono disponibili da noi di Tecnova HT e puoi contattarci per una consulenza personalizzata per scoprire qual è la soluzione più adatta al tuo impianto.

